Chi siamo e attività

Il Centro Studi Raniero Panzieri nasce nel gennaio 2021 nel Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. I suoi membri appartengono ad istituzioni italiane e straniere.

Membri:

Direttore scientifico: Marco Vanzulli (Università di Milano-Bicocca)

Alice Bellagamba (Università di Milano-Bicocca), Armando Boito (Universidade Estadual de Campinas), Andrea Cengia (Università di Padova), Luigi Ferrari (Università di Milano-Bicocca), Giovanna Fullin (Università di Milano-Bicocca),  Matteo Gaddi (Fondazione Claudio Sabattini), Vincenzo Galatioto (Associazione culturale Punto Rosso), Andréia Galvão (Universidade Estadual de Campinas), Roberto Mapelli (Associazione culturale Punto Rosso), Paula Marcelino (Universidade de São Paulo), Vittorio Morfino (Università di Milano-Bicocca), Valentina Pacetti (Università di Milano-Bicocca), Fabio Scolari (Centro Studi CUB), Stefano Pippa (Università di Milano-Bicocca), Zaira Rodrigues Vieira (Universidade Estadual de Minas Gerais), Vincenzo Robustelli (Associazione culturale Punto Rosso), Sergio Tramma (Università di Milano-Bicocca), Claudio Tuozzolo (Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara), Silvia Vignato (Università di Milano-Bicocca).

Il programma del Centro Studi Raniero Panzieri

Lavoro e società, intesi nella loro complessa correlazione, sono l’oggetto di ricerca del Centro Studi Raniero Panzieri. La produzione, e il suo rapporto con la sfera del mercato, è intesa come la chiave di accesso alla comprensione e all’analisi del mondo contemporaneo e delle sue trasformazioni, quella produzione la cui centralità si dice declinante, per la discussa e discutibile decadenza della forza-lavoro, almeno nei paesi detti “centrali”, nel processo di valorizzazione. Con “movimenti del lavoro” s’intendono sia le trasformazioni della sfera strettamente produttiva e della valorizzazione da una parte, sia dall’altra le forme organizzative fondate sui diversi interessi che muovono il mondo della produzione, non solo in termini di reddito, di diritti, di controllo, ma anche di coscienza, capacità di resistenza e riferimento per la società. In senso più generale, per “movimenti del lavoro” si devono intendere sia le tendenze che si manifestano a livello di comportamenti sociali collettivi perché analiticamente non si possono considerare come cosa a sé rispetto al complesso mondo del lavoro, nelle diverse forme in cui il lavoro stesso si esprime, sia le figure sociali della rendita e del credito. L’espressione “composizione sociale” rimanda a un’indagine sulle componenti dei gruppi sociali e politici, sulle trasformazioni in atto nella struttura delle differenziazioni sociali, in particolare in relazione ai “movimenti del lavoro”. Una ricerca nella quale l’attenzione al piano empirico non implica una secondarietà della riflessione teorica, ma, al contrario, richiede l’intervento di diverse analisi disciplinari, animata dalla preoccupazione di evitare una diffusa autoreferenzialità del pensiero, dipendente dall’isolamento in cui si svolge perlopiù il mestiere del ricercatore, non utile a un obiettivo di comprensione critica del modo in cui i processi del lavoro si riflettono sul sociale e sul politico. La dimensione teorica è invece centrale quando si faccia carico della comprensione delle diverse dimensioni del mondo sociale e della sua componente ideologica, nella misura in cui l’oggettività sociale è disponibile alla conoscenza soprattutto attraverso le rappresentazioni teoriche che ne vengono date. La critica delle teorie è così un aspetto fondamentale della ricerca. L’analisi del mondo produttivo e del mondo sociale ad esso collegato è necessariamente analisi delle relazioni oggettive e delle loro trasformazioni e anche analisi delle forme della soggettività sociale. Anche qui la ricerca è intesa in collegamento con un’attenta ricostruzione empirica, volta in particolare ad evitare di cadere in quell’atteggiamento speculativo che ha condotto a una vera ipertrofia del tema della soggettività, perlopiù slegata dalla conoscenza delle soggettività realmente operanti negli ambiti sociali, e che invece vanno individuate con i mezzi offerti dalle diverse e correlate discipline che concorrono alla conoscenza del mondo sociale e umano, filosofia, sociologia, teoria politica, economia, storia, psicologia, pedagogia, antropologia. In questo senso, l’opera di Raniero Panzieri, la teoria e l’inchiesta che sorsero sotto la sua coordinazione in un breve stagione terminata nella prima metà degli anni Sessanta, sono il riferimento storico-teorico che questo Centro Studi, che ha scelto il suo nome per intitolarsi, tiene come guida e indirizzo nelle proprie ricerche, ipotesi di studio e iniziative culturali.

Attività:

- realizzazione di studi e ricerche in proprio e collaborando con altri enti, associazioni, università;

- promozione di dibattiti, convegni, seminari e manifestazioni a livello nazionale ed internazionale;

- pubblicazione e diffusione di studi e ricerche;

- realizzazione, promozione e diffusione di inchieste sul lavoro, sulla società e sulla politica, a livello nazionale e internazionale